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In un punto di vista


Mi ritrovai a mio agio nei film girati fuori, all'aria aperta. In questo Rossellini fu un iniziatore [...] la possibilità di camminare in equilibrio in mezzo alle condizioni piu' avverse, piu' contrastanti e nello stesso tempo la capacita' naturale, di volgere a proprio vantaggio queste avversità e questi contrasti, tramutarli in un sentimento, in valori emozionali, in un punto di vista. Questo faceva Rosselini: viva la vita di un film come un'avventura meravigliosa, da vivere e simultaneamente raccontare [ ...] il neorealismo non e' forse tutto questo?.


FF, 
Fare un Film, 
Einaudi, Torino, 1980. 






In basso ci sta uno spazio vuoto, predisposto come un fumetto, per scrivere pensieri o sentimenti, oltre ai pulsanti per condividere questo post con chi vi sta simpatico: se lascerete un messaggio farete sapere che anche voi siete passati da qui. Proteggete il lavoro dei poeti, delle donne, condivide la conoscenza. 



Incontri Ravvicinati




Quando girai Duel, a 25 anni nel 1971, non ero mai stato fuori dagli Stati Uniti. I produttori mi dissero  che lo dovevo promuovere in Europa e il primo posto fu Roma. 
Nella mia camera d’albergo quando squillò il telefono. Una voce femminile disse: ‘Il Maestro vuole conoscerla’. 

Chi? ‘Mr. Fellini‘.

 Sono sceso di corsa e c’era Federico nella lobby che mi aspettava.  Mi ha adottato per i tre giorni successivi, facendomi scoprire Roma. Siamo rimasti sempre in contatto scrivendoci.  

La sua assistente mi ha svelato che prima di morire l’ultima lettera  che ha voluto leggere è stata una delle mie. Avevamo moltissimo in comune: soprattutto un grande amore per l’assurdo.»



In fondo a questa paginetta ci sta uno spazio vuoto, predisposto come un fumetto, per scrivere voi medesimi qualcosa: se lascerete un messaggio anche voi sarete passati da qui. La mappa che state usando funziona colle libere associazioni, conoscete leggendo, mentre in questa specie di archivio in movimento, le immagini ed i testi non hanno quasi mai relazione. Dove vedete scritto "QUI" si deve cliccare per ascoltare un audio o video.




La via dell'acqua

È acqua. Quando voglio qualcosa di assolutamente puro, qualcosa di sincero, chiedo sempre l'acqua. C'è tanto bisogno di cose semplici per vivere, di cose che non ne nascondono altre. L'acqua è come uno sguardo che non nasconde nulla. Non abbia paura della verità, la verità ci rende liberi. In fondo, che importa la reazione degli altri? Al mio paese un proverbio dice: “Io sono a me stesso tetto, finestra e focolare; le mie parole sono il mio cibo, i miei pensieri, la mia bevanda: dunque sono felice”.



Un brano tratto dal poco considerato“Giulietta degli spiriti”, un di film Federico Fellini audace da ogni punto di vista, sulla condizione della donna, la prigione del matrimonio ed il ruolo della fantasia e dei fantasmi. In basso c'e' uno spazio per lasciare un messaggio, e farci sapere di essere passati di qui, e per condividere questo post con altri. 



Lo specchio




"La dolce vita e' un film veritiero: ed e' perché colpisce orribilmente la vita di molti, che taluni hanno reagito anche sulla stampa. Vi si sono visti descritti ed hanno avuto paura di se stessi".





Archivescovo di Genova Giuseppe Siri, interpellato da Padre Arpa, per mitigare o liberare la censura  sul film di Fellini. Nel menu' semantico trovate l'intera vicenda, raccontata sempre da altri. Vale la pena conoscerla. 

Questo archivio funziona come una mappa mentale, e per questione di stile tra immagini e testi non ci sono che legami casuali; conosci te stesso potrebbe essere il suo motto, ma non lo e' per davvero, solo fate da soli. E siate gentili, lasciate un messaggio del vostro passaggio, condividete le paginette che vi fossero servite, in fondo tutto quel che serve. I link esterni, sempre indicati come QUI, portano fuori dal blog. 
 

Zeitgeist e media


Essere regista e' un po generalesca,da pirata, da capo ciurma, da Cristoforo Colombo, e dio pensavo proprio di non essere tagliato, che mi pareva questo impormi, questa prepotenza, pensavo di non avere. Basetti, che vidi per la prima volta su una gru, aveva una voce che poteva guidare dei battaglioni di cavallerie
Tutto mi pareva strano, compreso il dominio sulle donne, le attrici, che mi avrebbe fatto balbettare, una bella donna poi, reso impotente. Pii la confusione, il chiasso, l'aspetto di favele che ha attorno, l'aspetto sgangherato da borsa nera, e anche il fatto di lavorare guardato da tutti, mi pareva molto estraneo. Sbagliavo. Erano forse queste le ultime resistenze che ponevo tra me ed una vocazione, visto che dopo due secondi, due minuti dopo da solo ho guardato, la scena, gia' la voce era sicura, come mi fosse piombata addosso l'uniforme del regista. 




QUi un' intervista a Fellini, non del tutto banale, a puntate, ben montata, ed un pochino profetica, certo vintage, dettagliata, e rilassata, mentre spesso Fellini era infastidito dai giornalisti. 
Che su diverse cose, tra cui il rapporto con gli attori, la prepotenza, la voce, l'attentato al Papa, l'astrazione  della tv, il film di Blasetti, la morte dello sceneggiatore, l'ombra del sogno. 
Dura quasi un'ora, e per questa ragione ve la abbiamo proposta, selezionata in diverse paginette, ricopiandone ne parti preferite e pertinenti, come abitualmente in questo archivio che funziona come una mappa mentale, lasciateci un vostro commentino. Il disegno di Patacca, un personaggio di Amarcord, viene dalla sua stessa mano.