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Una cosa senza importanza ed una importantissima





Ho fatto il CLOWN con spensieratezza, con baldanza, che fosse per la Tv per un uomo di cinema é una cosa che non ha molta importanza [...] 

Per me invece che trascrivo ce l'ha. E' il film su cui ha detto piu' bugie, lo chiamava un filmino, poi diceva che non sapeva nulla del circo, poi diceva che voleva scapparci, che non ci era andato mai, che invece era stata una folgorazione, che Augusto e gli altri (mascherati) sono la (sua) chiave di lettura del mondo. 

Mi sta a cuore, anche, per un fatto personale. Che mi ha messo dentro, piccola piccola, e truccata anche io, girando una scena, mai piu' trovata, ma non ero vestita e truccata da circense.  Chi mi potesse aiutare a trovarla avrebbe davvero la mia riconoscenza eterna.

La definizione in cima e' tratta da Felliniana - Capitolo 8 (9), di Rai Sat Cinema, parlando de I Clown.




Sussidiario Hikikomori




In dieci minuti inaspettatamente, sotto altre spoglie, trovate un questo video-clip pedagogico e giovanile (con quella traboccante ed inquietante estetica Hikikomori) che riassumme quello che un ottimo sussidiario potrebbe oggi dire del cinema di Federico Fellini, compresi alcuni fatti meno banali, e taciuti, come i suoi nemici, le facce, il doppiaggio, il colore, Beppe Grillo, Berlusconi


Bravi autori, troppo veloce il parlato, forse (ma creaturina tu perche' BarbieXanax ti si deve chiamare?): tenetevi forte, ecco qui il video.




Il finalino de l'Intervista citato nel link precedente si trova qui.  "Bisognerebbe riuscire a raccontare la luce - diceva a voce alta, tanto per suggerir qualcosa, un poco mentendo - che cosa sia la luce un regista sa benissimo. A quel raggio di speranza credeva e non credeva, ma forse non gli pareva poi tanto piu' importante della vita stessa, che ci pare invece fosse quella marcetta per lui, la sfilata clownesca tante volte richiamata per immagini, silenzi, dubbi e ritmo, e senza un vero finale. "Proviamo" diceva.