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Il calcolo binario piu' antico







«Descrivono compiutamente l'intera avventura umana», diceva Fellini del Libro dei Mutamenti, uno dei piu' antichi libri di sapienza dell'umanita', basato su un calcolo binario e sull'uso delle metafore (quegli oggetti poetici delle volte, immagini per lo piu', che trasportano un significato da un luogo ad un altro, da un piano ad un altro). Jung li usava nell'analisi del carattere, e cosi' il suo analista Bernhard che aveva in cura anche Olivetti (e' noto a molti che Fellini ebbe una lunga depressione, una crisi esistenziale ed artistica, che duro', appunto, otto anni e mezzo).  Fellini ed Olivetti, così come il loro analista Bernhard, furono molto attenti alla legge di analogia (le cose che si assomigliano, dicevano i cinesi, sono regolate dalle stesse leggi) e dedicavano molto tempo allo studio delle metafore contenute nella vita di tutti i giorni. Entrambi inoltre usavano di piu' l'emisfero sinistro. Credeva certamente che, come dice Amleto, ci sono piu' cose tra cielo e terra che quante conta la nostra filosofia ... 


Bernhard scrive dell'I Ching: «Lo si interroga per il bisogno di interrogare un'istanza sopra-personale che sa più di noi, e alla quale ci rivolgiamo in una situazione cui non siamo capaci di far fronte con la sola facoltà di penetrazione della nostra persona».


Jung, citato da E. A. Bennet,  rispondendo a qualcuno che gli diceva che l'astrologia (una delle figlie di Jung era astrologa) non poteva essere provata: «Ma l'ho sempre saputo! Che senso ha dirmi che non può essere provata? Certo che no! Ciò che voglio sapere è perché funziona, poiché è stupefacente quanto possa rivelarsi utile. Se si vuole, non diversamente dall'I Ching, è priva di senso; tuttavia può essere del tutto pertinente: e allora? Naturalmente non è possibile provare sempre le cose. Ma ci può essere un altro tipo di verità; e può esser vero in base a qualcosa di cui non siamo a conoscenza. Quindi, se siamo ragionevoli, diciamo che non sappiamo come funziona; ma certamente può fornire un insight straordinario del carattere».


Proteggete la conoscenza, condividete questo post, con chi amate preferibilmente, i pulsanti sono in basso, e se lascerete un messaggio farete sapere che anche voi siete passati da qui. L'archivio che state usando funziona come una mappa mentale, partendo dai vostri interessi o anche a caso, d
alla destra del vostro schermo, conoscete voi stessi. Le immagini solitamente non hanno legami coi testi, per scelta. 


Sogni ridicoli


Puo' darsi che molti oggi non ricordino la politica. Cosa poteva significare negli anni Trenta, Cinquanta, Settanta, per chi aveva visto la guerra, il fascismo, la sua caduta, la nascita della democrazia. Puo' darsi, che oggi non ci sia un grammo di politica nei nostri discorsi. Per Fellini, per un fatto anche puramente biografico, era diverso. 

Via via lo racconteremo, anche cosa accadde quando tradi' la causa del neorealismo, si fece odiare dai comunisti, ma mica solo. Comunque, questo discorso sul fascismo, lo capirebbe meglio uno psicoanalista. Perche' e' un fatto interiore, una visione dell'uomita', dell'essere, della vita emotiva. Ma questo lui lo dice molto meglio. Ci torno sopra visto che non siamo che all'inizio di una fase evolutiva nuova, ed il passato ci assedia e ci trattiene. 




"Non voglio dire che noi italiani non siamo andati al di là dell'adolescenza e del fascismo. Sarebbe una affermazione eccessiva - ed ingiusta. Le cose sono certo molto cambiate da allora, é naturale. Eppure se ti tiri fuori dal giro di centomila persone che più o meno si conoscono tutte l'una con l'altra, e prendi un treno -  che non prendiamo più -  e sali in una carrozza di seconda classe e ascolti i suoni che si scambia la gente e questi suoni riesci a riferirli a malapena ad un concetto, l'impressione é sempre di non sapere se stai tra contemporanei oppure sei un marziano, se sei impazzito (ma forse anche questi nostri discorsi sembreranno privi di senso a quei viaggiatori di seconda classe ...)". 

Insomma in generale il sentimento che prova uno che attraversa l'Italia, a quel modo, é che l'Italia mentalmente sia sempre un po' la stessa. 

Per dirla in altro termini, ho l'impressione che fascismo ed adolescenza  continuino ad essere in una certa misura le stagioni storiche permanenti della nostra vita. L'adolescenza, della nostra vita individuale: il fascismo, in quella nazionale.


Questo restare cioè eternamente bambini, scaricare le responsabilità sugli altri, vivere con la confortante sensazione che c'è qualcuno che pensa per te, e una volta può essere la mamma, una volta il papà, una volta il sindaco, una volta il duce, una volta la Madonna, una volta il vescovo, insomma gli altri ...




Ed intanto tu hai questa limitata libertà giocherellona che ti consente di coltivare sogni ridicoli: il sogno del cinema americano, o il sogno orientalizzante della donna, in definitiva miti mostruosamente inattuali che a tutt'oggi mi sembrano il condizionamento più grave dell'italiano medio. 
E mi sembra che, ancor prima del fascismo, la colpa di questo cronico mancato sviluppo, di questo arresto ad uno stadio bambinesco, sia nella chiesa cattolica. Vivendo sotto questa specie di campana, ciascuno sviluppa non caratteristiche individuali, ma solo anomalie patologiche".




Riva Valerio: "Intervista a Fellini", da L’Espresso, 26 maggio 1976. Foto dal film AMARCORD, la scena in cui i fascisti sparano al campanile, da cui viene la musica. Questo archivio digitale funziona come una mappa mentale, navigate nelle parole alla destra dello schermo. Su questo tema, che da apolitico quale veniva tacciato, tornava spesso trovate molte tag. Condividete questo post coi pulsanti predisposti in fondo a questa paginetta, se lascerete un segno del vostro passaggio nei commenti, arricchirete questo lavoro e proteggete la conoscenza. 





La democrazia si respira



"Riconosco che il mio può essere un atteggiamento nevrotico, di rifiuto a crescere, determinato, forse in parte, dall'essere stato educato durante il fascismo, e quindi diseducato a ogni partecipazione in prima persona alla politica che non fossero esteriori dimostrazioni e cortei; e di aver conservato, nel tempo, la convinzione che la politica è una cosa dei grandi, fatta da signori pensosi (...) Ecco, forse il limite nel quale sono costretto tutt'oggi è quello di non aver mai respirato, nell'età della formazione, il vero significato della democrazia"





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Seguendo gli elefanti


Seguendo gli elefanti, 

sono entrato per la prima volta 
a Cinecitta'.
La prima volta che sono entrato 
ho capito che io ero il malato
e Cinecitta' era il mio ospedale



Brano tratto dal film Intervista, e altre fonti.
  In basso c'e' uno spazio per lasciare un messaggio, e farci sapere di essere passati di qui, e per condividere questo post con altri. 





Causa venti fortissimi


Fellini non volendo presentarsi a Venezia per la proiezione di un film, inviò a Longardi, direttore dell'ufficio stampa della Metro Goldwyn Mayer, da via Margutta un telegramma fingendosi su uno yacht: "Caro Marietto forti venti allontanano il battello sempre di più da Venezia stop avverti con cautela tutti gli amici ma non mi va proprio di venire stop telegraferò da Pantelleria, tuo Federico". 







Tra le parole e le immagini non ci sono legami in questo archivio, se non fantasiosi e questo ovviamente per scelta: come tra le parole e quasi sempre le cose. 
Funziona invece come una mappa mentale, per andare liberamente dentro il vostro mondo, e nel suo, con l'uso della colonna alla destra del vostro schermo; assaporando un post alla volta, come fossero ciliegie. 
Lasciate un messaggio, per condividere quelle per voi nutrienti, e contribuire a questo lavoro. 





L'incantesimo del tempo



"La femmina 
incantatrice, la femmina  che ha mille volte, mille anni e' Roma". 
















Infondo al post troverete un piccolo spazio per lasciare un messaggio, e il modo di condividerlo. Condividere la conoscenza protegge questo lavoro, le donne, i poeti. Grazie. 

Ogni uomo e' stato bambino

«Ero capace di restare intere giornate aggrappato su una finestra molto alta dal pavimento della stanza, pressoché immobile, per potere attirare l'attenzione di chi girava per casa fino al punto che questi dicessero: Ma com'è strano questo ragazzino. Chissà cosa pensa, chissà cosa vede».





Poi abbiamo visto cosa vedeva, come vedeva. Della sua infanzia parla poco e ripetendo spesso le stesse cose, il collegio, la noia, il circo, i fumetti.   Infondo al post trovate un piccolo spazio bianco da riempire con un pensiero, un'emozione, se vorrete, e anche gli artifici per condividere la conoscenza, ed  in qualche modo gentile proteggere questo lavoro. 


Poi sara' importante anche per gli altri


"Il punto di partenza per un mio film e' di solito qualcosa che capita a me, e che mi pare possa avere un certo rapporto con le esperienze altrui. E' la sensazione che provo e' questa: cercare prima di tutto di dire qualcosa su di me, e facendo questo, cercare di trovare una salvezza, una strada che mi conduca a qualche significato, a qualche verità', a qualcosa che sara' importante anche per gli altri. Mi piace quella stimolante combinazione tra lavorare insieme e vivere insieme, che il cinema offre. Ogni ricerca che un uomo svolge su se stesso, sui suoi rapporti con gli altri, e sul mistero della vita, e' una ricerca spirituale, e nel vero senso del termine religiosa. Suppongo sia questa la mia filosofia". 




FF, riportato nell'introduzione di Il vero Fellini, di Virgilio Fantozzi, Ave editore. 

Questo archivio funziona come una mappa mentale, per associazioni libere, cercate da soli: le immagini solitamente non sono legate ai testi, mentre sempre i link esterni restano esterni, per rispetto della cultura digitale, che questo piccolo spazio testimonia; poi lasciate una traccia del vostro passaggio qui, se volete. 


Sogno farmaco





“Faccio un film come in fuga, come fosse una malattia da scontare, insofferente e pieno di rancore guardo al film come a un malanno da cui liberarmi. 

Come il sogno. Il sogno è anche espressione della nostra malattia anche se, come la malattia, è ricerca di salute. 

Un film è per me veramente qualcosa di assai vicino a un sogno amico ma non voluto, ambiguo ma ansioso di rivelarsi, vergognoso quando viene spiegato, affascinante finchè rimane misterioso". 

“Sono costretto a esercitare una presenza mentale costante, se voglio sostenere l’insieme dell’edificio. Non posso permettermi un attimo di distrazione, altrimenti l’equipe lo avverte subito, si perde la concentrazione e il lavoro si sgretola. Devo essere al centro della loro attenzione e della loro vita. Se il transfert viene interrotto il film non può proseguire. E’ come se fossi un domatore di belve: alla minima distrazione da parte mia, sfuggono al mio controllo e il film non esiste più"”.


 Fellini, La mia Rimini, a cura di Mario Guaraldi e Loris Pellegrini, Guaraldi 2003, p.354. E' un brano che torna in questo archivio, come una ossessione, sulle ragioni del fare non solo un film, ma qualunque opera artistica, che sia necessaria all'autore e poi ad altri, ossessione faticosa, dispendiosa, incompresa, infondo al buio. Nell'immagine il disegno di un uomo ed umanita' che nasce e muore entro un utero, senza crescere, senza diventare adulto, una di quelle creature monche, zoppe, gobbe, cieche di cui Fellini sentiva il terrore almeno fino alla sua terapia.  Infondo alla paginetta trovate uno spazio fatto apposta per farci sapere di essere passati anche voi da qui, e ce' anche il modo per ripubblicare questo post, con altri ricercatori spirituali. 

Il mattatoio mi da' pace


Chi e' felice non lo sa.
Non c'e' consapevolezza di uno stato come la felicita'.

Appena realizzi che sei felice gia' non lo sei piu' {...} Il successo e' necessario per continuare, per mantenere la fiducia. Il lavoro ...  essendo il mio e' gia' metterci qualcosa di obbligato che invece non ha affatto {...}

Ho sempre avuto una tendenza a intrattenere gli altri. I clown ed il circo mi sono apparsi, come un'anticipazione, di come sarebbe stata poi la mia vita, tra la processione blasfema ed il mattatoio, l'apparizione di questi mostri dell'umano oltre che inquietarmi anche mi davano familiarità' {...}.




Il dramma felice di creare





Ho pensato che 8 1/2 fosse liberatorio per me, su certi problemi dell'espressione. Ma non mi ha liberato per niente, per fortuna. La paura di non riuscire ad esprimersi, sono paure che esistono ancora. E che continuerò a raccontare in altri film. Il dramma felice che e' la creazione. 





Giulietta ed i fantasmi


Ma soprattutto in Giulietta degli spiriti che è un film liberty floreale, dove tutti gli oggetti esprimono una certa visione nevrotica della realtà soggettivata, dove l'oggetto è tutto soggettivato, dove i paralumi diventano delle serpi o dei pappagalli e tutto l'arredamento liberty tende ad una antropo-formorfizzazione a sfondo sessuale: il ricordo di Rubino, di un mondo stregato, di una narrazione ridotta a calligrafia che si traduce in una serie di simboli e segni che corrispondono a una visione geroglifica inesorabile, dove tutto deve restare sospeso e immobilizzato, ha sicuramente pesato, attraverso la scenografia, il costume, la trasformazione antropomorfica delle cose, per rendere più evidente come le turbe nevrotiche della protagonista fossero talmente schiaccianti da bagnare di se stesse tutta la realtà che le circondava. 

Ecco quindi allora l'immobilità stilizzata da vetrata di chiesa, la visione di fantasmi fermati dal flash al magnesio.


QUI il trailer dell'epoca, e ce ne sono altri in questo archivio. 
Qui funziona come una mappa mentale, usando le libere associazioni che trovate nella colonnina alla destra del vostro schermo. Sapere che siete passati da qui, condividendo un post o lasciando nello spazio bianco infondo a questa paginetta, arricchisce il lavoro.

Mascherata infantile


"Forse la cosa che dovrei enucleare, e tirar fuori come elemento fondamentale della mia infanzia, é una tendenza a inventarmi le cose. Tutto quello che aveva a che fare col trucco, colla mascherata, le apparizioni dentro un abito, su di me aveva una grandissima fascinazione".



Enzo Biagi intervista Federico Fellini, Accas Film. 
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In gara con Dio




“Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.” 
















Senza sapere bene di che si tratta


Il cinema ha questo di salutare: anche se la voglia originaria si è dileguata, la realizzazione comporta una tale serie di problemi concreti che vai avanti a fare la cosa senza renderti conto di non ricordarla più. Il film lo giri senza sapere esattamente di che si tratta.” 




Federico Fellini, da un'intervista di Tullio Kezich, la Repubblica 1982; citato in Federico Fellini, E la nave va, trascrizione di Gianfranco Angelucci, Longanesi & C., Milano 1983. La foto viene da CASANOVA. Questo piccolo archivio-omaggio funziona come una mappa mentale, condividete i post che leggete o lasciate un piccolo segno del vostro passaggio. Sul tema della girare, del realizzare, del farsi tramite, mezzo, ci sono stupendi brani, e potete provare tra queste tag: artista, arte, medium, ispirazione, il lavoro del poeta.










I fantasmi che scanso





Quando vengo a Rimini sono aggredito dai fantasmi, 
che pongono domande a cui è imbarazzante rispondere.

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Le domande noiosone




"In verità non so mai cosa rispondere perché non so chi è che stai interrogando; voglio dire che l'aspetto più imbarazzante e schizofrenico dell'intervista è che chi la subisce deve accettare di essere un altro, uno cioè che sa, che ha idee generali, una visione del mondo e dice la sua sull'esistenza, la religione, la politica, l'amore, le bretelle. A molte domande non risponderò, ad altre mi sottrarrò con racconti più o meno inventati". 








Intervista sul Cinema,  Giovanni Grazzini, editore Laterza. Interrogato ha rifiutato un incontro. Strana la gente. Proteggete la conoscenza, condividete questo post, con chi amate, se usate l'archivio per lavoro citate il lavoro degli altri, e le fonti, grazie. i pulsanti sono in basso, per un messaggio personale, alla vostra destra invece, la mappa semantica e psicologica per orientarsi nel cammino. Siate gentili, e sarete grandi. 



Fellini the Best


Queste sono alcune delle piu' lucenti e  fulminanti (tranne la pasta che sospetto sia stata una trovata  gigiona, che infatti spopola) frasi, da cui infondo tutto questo lavorone e' cominciato. Sono abbinate ad alcuni privati suoi disegni, come in un Cd the best, e comincia cosi' questo viaggio, dentro la sua mente. Proviamo.



"Nulla si sa
tutto si immagina".





"Preferisco credere
a tutto
e' piu' igienico".






"Le idee, tutte quelle scatolette ... "







"Un linguaggio diverso e' una diversa visione della vita"





"Life is a combination of magic and pasta".


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