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Il funerale di mio padre


«Soltanto al suo funerale mi sembrò di vedere mio padre  come doveva forse essere. Nel corteo dei suoi amici rattristati  e dolenti c’erano due o tre donne piacenti, materne, sensuali,  dovevano avere un bel ricordo di papà. Piangevano e i fazzoletti si tingevano di rimmel e di rossetto. Fu quell’immagine a farmi capire che papà sarebbe stato un vero e grande amico» 


 Nella foto una scena de Il Bidone, che a pensarci bene questa cosa potrebbe capitare a tutti, in toto o in parte. Siate gentili, navigate usando le tag a destra, condividete con i pulsanti in basso. 


Il timore del peggio




In E la nave va io ho espresso, più o meno sinceramente, 
più o meno artificiosamente [...] il senso di smarrimento che c’invade. Il timore del peggio è uno stato d’animo o un presentimento con il quale conviviamo 
da lungo tempo e che non sembra destinato ad abbandonarci. [...]  

 




Fellini.  Raccontando di me, conversazioni con Costanzo Costantini
Editori Riuniti, Roma, 1996, pp. 182-185 
Proteggete la conoscenza, condividete questo post, c'e' anche uno spazio vuoto per i pensieri o i sentimenti, che voleste condividere, se quello che leggete vi riguarda. Grazie).


Non capisco chi non capisce


Ma e' vera quella cosa che il film e' un po' difficile da capire subito?. Deve essere vera perché tanta gente non capisce un cazzo [...]. Io ogni volta dico: non e' un film da capire, e' un film da sentire.




Proteggete la conoscenza, condividete questo post, con chi amate preferibilmente, i pulsanti sono in basso, e se lascerete un messaggio farete sapere che anche voi siete passati da qui. L'archivio che state usando funziona come una mappa mentale, partendo dai vostri interessi o anche a caso, dalla destra del vostro schermo, conoscete voi stessi. Le immagini solitamente non hanno legami coi testi, per scelta. 


Andare oltre i sentimenti


"Bisognerebbe vivere fuori dalle passioni, 
oltre i sentimenti, nell'armonia che c'è 
nell'opera d'arte riuscita, in quell'ordine incantato...  Dovremmo riuscire ad amarci tanto...  da vivere fuori dal tempo, distaccati ...".






Da "La Dolce Vita" di Federico Fellini, la foto con Pupella Maggio viene invece dalla Cineteca di Bologna, uno scatto di scena di Amarcord, lui col cappellaccio, che indica all'attrice come fare la scena. Il brano invece appartiene al celebre dialogo amoroso e vago e confuso tra Mastroianni e la Cardinale. Tra le parole e le immagini non ci sono legami in questo archivio, per scelta: come tra le parole e quasi sempre le cose. Funziona invece come una mappa mentale, con l'uso della colonna alla destra del vostro schermo, un post alla volta, come fossero ciliegie. Lasciate un messaggio, e condividete, se volete, infondo a questa paginetta. 

I pescicagnacci


Marcello e' un magnifico attore. Ma è soprattutto un uomo di una bontà incantevole,  di una generosità spaventosa. 
Troppo leale per l'ambiente in cui vive.  
Gli manca la corazza, certi pesci-cagnacci che conosco io sono pronti a mandarselo giù in un boccone. 



(Nota  personale, citata in La dolce vita di Federico Fellini, gennaio 1960, Cappelli editore, pagin. 77). Sono del genere delle cose piccole psicologiche, che poi si perdono nella grossolana maglia della narrativa generale, come il rapporto tra il burattinaio e il suo burattino, o tra le creature che sono legate da affetti. E questo piccolo archivio ama il bene: funziona come una mappa mentale, le libere associazioni che trovate nella colonnina alla destra dello schermo sono piccole insegne per la ricerca. Sapere che siete passati da qui, condividendo questo post o lasciando infondo alla paginetta un pensierino, arricchisce questo lavoro.