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Nella fantascienza le cose cosi come sono


A VIEW OF A MURAL DEPICTING (L-R) ITALIAN FILM DIRECTOR FEDERICO FELLINI, IN MONTEVIDEO, URUGUAY, 05 APRIL 2017.  FILMMAKERS ARE REPRESENTED AS SAINTS IN THE NEW MURAL OF THE BUILDING OF THE URUGUAYAN CINEMATECA, INAUGURATED TO ANNOUNCE THE NEXT EDITION OF THE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL OF MONTEVIDEO THAT RUNS FROM 06 TO 15 APRIL.


Sono affascinato dall'antropoformizzare la vita, le piante, i fiumi, va detto, si che per me, per un figurativo, e' una grande tentazione. Un pensierino anche che mi ero messo in testa, ma viene secondariamente, mi pareva attuale, un film sui miti greci, proprio ora che l'uomo si sta cancellando, come in un collettivo indifferenziato, esiste per il partito, il gruppo, il collettivo, colla categoria, questa tremenda definizione, ecco mi pare che riproporre una fantasia ed un pensiero che mostri quanto invece l'uomo sia infinito, ricco, e da quanti mondi viene abitato, da divino e sub umano, la fantasia e l'istinto, ecco mi pare andrebbe ricercata, in questa stagione non eroica, con l'umano ora smarrito e cancellato. 

Un film come una fantascienza per far vedere che l'uomo e' anche una cosa gigantesca, mi piacerebbe.

Di tante definizioni che mi hanno dato, i film di provincia, della memoria, fantastici, narcisistici, ma invece come film della fantascienza, ecco si, sento che posso accettare con piacere, di riconoscermi;  per me esiste il tentativo di guardare la realta' come stupido, e che somiglia al mio occhio, che non ne sa nulla, e la dilata, e vede la realta' come una cosa che aleggia, e che sia indecifrabile, si  mi sembra sia questo il tipo di curiosita' naturale che sorge in me, e lo stato di tensione mio.  

E  poi ho fatto due veri film di fantascienza veramente, e li considero pienamente dei film che fanno dei viaggi: Satyricon che viaggia nel tempo, la romanita' perduta nel cosmo tempo. 

Recitare il diavolo o l'angelo





 "L'artista ha bisogno di atteggiarsi ad attore, di rappresentare un parte, sia di angelo  sia di diavolo, di genio e di reietto: come il rivoluzionario, del resto".




Tra le parole e le immagini non ci sono legami in questo archivio, se non forse fantasiosi, e per scelta, come accade tra le parole e le cose. Funziona come una mappa mentale, appoggiandovi alle suggestioni contenute nella colonna alla destra del vostro schermo, cercando voi stessi. Lasciate un messaggio per farci sapere che siete passati da qui anche voi. Il brano viene ricopiato da L'arpa di Fellini, di Angelo Arpa, Edizioni Oleandro, recentemente ripubblicato. Sul tema trovate altre schegge, altri lampi, cercando: padre arpa, artista, il lavoro del poeta, ad esempio




La fuga da Tuluca


Dino (De Laurentis) ripeteva: "padre, questo e' un film sulla morte; che interesse puo' avere per il pubblico? Dica a Federico che lasci stare; ha tanta fantasia, puo' inventare gioielli come Cabiria o La strada. 
Arpa, gli spiegava: "Il viaggio di Giuseppe Mastorna non e' un film sulla morte, al contrario e' un film sulla vita, piu' propriamente e' una storia sull'immortalita' dell'artista. Se vuoi possa impegnarmi per aiutarti a presentarlo cosi' al pubblico". 


Non se ne fece nulla. 
La vicenda di Mastorna si rivela la piu' misteriosa e trasversale di Fellini personaggio di se' stesso. Ma decisivo in questa vicenda fu l'incontro tra Fellini e Castaneda, a Tuluca, in Messico.  Castaneda fugge, Fellini fu inseguito, da messaggi, minacce, e una paura che lo convinse a tornare a Roma. 

Le ultime emozioni riguardo a I viaggio di Giuseppe Mastorna le ho vissute e sperimentate con Federico e Nino Rota, in occasione di una cena a casa; gli argomenti furono tanti e anche svariati, ma fini' per prevalere la fatica e il gioco del creare. Nino comunicava una spiritualita' cosi' pulita e cosi' puntuale da condizionare l'ascoltatore ad un silenzio a vista. Quando si venne a parlare del film disse: "Federico, l'idea della morte mi e' congeniale da sempre, ma il viaggio a morte di Mastorna dovro' accompagnarlo con motivi e tonalita' prive di ogni vanita'". 



Brano tratto da"Il sublime ne Il viaggio di G. Mastorna", dove Padre Arpa ricorda il primo trattamento del film mai fatto, e i propri ricordi, edizione Sabinae, 2019. Sugli altri film non fatti cercate tra questo archivio sotto la voce "incompiuti". In fondo alla paginetta quando necessario per proseguire, lasciare un vostro messaggio o condividere questo brano. Nella foto in alto il primissimo film, la commedia sentimentale, Agenzia Matrimoniale.