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Il pensiero dondola


"Il sogno 

dilata 


le cose"










In basso ci sta uno spazio vuoto, predisposto come un fumetto, per scrivere pensieri o sentimenti, oltre ai pulsanti per condividere questo post con chi vi sta simpatico: se lascerete un messaggio farete sapere che anche voi siete passati da qui. Proteggete il lavoro dei poeti, delle donne, condivide la conoscenza.
 










La ciurma ed il Capitano



“Girare un film è ogni volta 
come dover  comandare la ciurma 
di Cristoforo Colombo 
che vuol sempre tornare indietro” 



Su aree dell'immaginazione simili trovate altri brani cercando nella colonna alla destra dello schermo: funziona come una mappa mentale. Questo piccolo archivio nasce per amore della ricerca, e abbiamo piacere di sapere che siete passati da qui, condividendo il post o lasciando nello spazio bianco infondo alla pagina, il vostro sentire. Grazie













La grande pazienza



Fellini sul set diventa inspiegabilmente paziente. Sopporta le interminabili attese necessaria a preparare una scena. Non dubita minimamente che tutto cio' che partecipa al film, uomini, animali, cose, non sia minuziosamente al corrente dei risultati che vuole ottenere.  Percio' quando gli accade di chiedere con tono di contrariata esasperazione: come mai quel pavone non va al segno della sua posizione, ecco che la sua domanda cessa di indirizzarsi a un qualche fantastico animale sapiente per diventare una assurdita' umana. 





Un brano tratto dal libro curato da Giovanna Bentivoglio, per la Archinto editore, di Lilliana Betti, seconda assistente ed amica storica e fedele. Nel disegno di Fellini il suo rapporto esplicitato con ironia, con la Betti che amava ritrarre in varie fogge travestita da tutto. 

Questioni aristoteliche

"Verso il cinema ci sta un giudizio riduttivo, forse. Il cinema credo, forse un po' enfaticamente, sia un'arte che ha le stesse esigenze delle altre. Ad uno scrittore non diresti mai, mi meraviglio che gli accapo li metta lei, avverbi li mette lei, li aggettivi li mette lei, invece che affidarli ai suoi collaboratori. E ad un pittore non diresti mai, ma questo verde proprio lo ha messo lei?.

Il cinematografo, a differenza della pittura e della pagina scritta, sul piano realistico, ha delle esigenze legate alle azioni, al fatto che i personaggi si muovano, parlano. Non sono immagini che sono in delle sfere personali, come il lettore, al cinematografo invece devi essere espressivo, allusivo ma anche credibile, concreto. In questa biblioteca dovevano esserci grandi poltrone, di lettori di cento anni fa, insomma questa poltrona doveva essere la poltrona.

Se scrivi metti la poltrona, se fai il cinema devi di una, devi trovare la poltrona, quella esatta. Le poltrone sono importantissime".




Il video da cui traggo questo passaggio per intero, dura circa venti minuti, lo trovate qui; (video un poco amatoriale, televisivo, ma che ripropongo lo stesso, che infondo, sotto fondo, si sentono anche alcuni di questi suoni dal vivo che per almeno due, se non tre, fasi di pre-montaggio  e montaggio sono poi la colonna sonora autentica, provvisoria, la traccia della vita del film come lo hanno vissuto i suoi protagonisti e fattori, un processo di lavorazione oggi poco praticabile, ma che Fellini amava, e ne parla altre due volte anche in questo spazio). Questo piccolo archivio funziona  in maniera personale, per libere associazioni, come un sogno o una mappa neuronale, cercate voi stessi, non cercate legami tra immagini e testi che non ce ne sono, invece se lascerete un messaggio farete qualcosa di apprezzabile e rispettoso verso questo lavoro.

Stop, va bene!




Andrea de Carlo racconta il diario, quasi un romanzo, tratto dalla sua esperienza sul set del film La Nave va. Lo intervista, come scrittore, anche sugli attori inglesi di teatro, sullo scrivere, e sulle comparse trovate a Napoli per caso, e in generale sulle ragioni del silenzio durante e dopo il film:

 "il cinematografaro prova sempre disagio davanti a chi si esprime colla letteratura. Per fortuna siamo un poco amici, e cosi va meglio. A me non riesce di parlare molto fedelmente colla mia creatura, viene sempre messo in discussione, rinnegato, una mattina senti che il tuo film non ti saluta, ti viene incontro, oppure ti volta le spalle. Una storia non e' niente, e' il sentimento che mi trova imbarazzato. E allora preferisco inventare altre storie, almeno per gli amici giornalisti. Di tutte le fasi devo dire che la piu' delicata e' il cast. Con un attore posso spiegare meglio, se non e' un attore, ma e' solo il personaggio, la faccia, forse e' quasi meglio, si muovera' da solo, con quella autonomia che gli e' propria, che sia la condizione ideale, per dare ai personaggi freddi sulla pagina, per dare l'impersonale, unico, imprevedibile, che ogni creatura umana porta con se'. Devo dire che li ammiro molto, gli attori, fin da bambino. La loro voce, parrucche, riccioli, i colori, credevo che vivessero cosi', anche dopo". 

  Qui il video integrale. 



Amore


"Quello che si crea si crea con amore






QUI tutta l'intervista, e dura quasi due ore. 
L'archivio funziona come una mappa mentale, lasciate un commentino infondo alla pagina. 

Roma di cartone