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Capire o non capire


Non capire mi da
un grande
senso di protezione




 In basso c'e' uno spazio per lasciare un messaggio, e farci sapere di essere passati di qui, e per condividere questo post con altri. Un atto di gentilezza puo' scuotere il mondo. 






Il dramma felice di creare





Ho pensato che 8 1/2 fosse liberatorio per me, su certi problemi dell'espressione. Ma non mi ha liberato per niente, per fortuna. La paura di non riuscire ad esprimersi, sono paure che esistono ancora. E che continuerò a raccontare in altri film. Il dramma felice che e' la creazione. 





Come nutrire cio' che e' malato




L’umiltà scientifica di Jung di fronte al mistero della vita mi sembra più simpatica. I suoi pensieri, le sue idee, non pretendono di diventare dottrina, ma solo di suggerire un nuovo punto di vista, un diverso atteggiamento che potrà arricchire ed evolvere la personalità, guidandoti vero un comportamento più consapevole, più aperto, e riconciliandoti con le parti rimosse, frustrate, mortificate, malate di te stesso. Indubbiamente Jung è più congeniale, più amico, più nutriente per chi crede di dover realizzarsi nella dimensione di una fantasia creativa. Freud con le sue teorie ci obbliga a pensare; Jung invece ci permette di immaginare, di sognare, e ti sembra, addentrandoti nell’oscuro labirinto del tuo essere, di avvertire la sua presenza vigile e protettrice”.



Federico Fellini, 1983, discorsi a ruota libera, e liberatori, liberati, sulla sua terapia junghiana, svolta per molti anni, non so quanto episodicamente, dopo una gravissima crisi esistenziale, durata 8 anni. Certamente rivela anche una intensa attivita' di lettura, dei testi della psicoanalisi e grandi chiacchierate. Ora, questo piccolo archivio digitale funziona come una mappa mentale, usando le libere associazioni, nella colonnina alla destra dello schermo. Per questo anche sapere che siete passati da qui, condividendo un post o lasciando nello spazio bianco infondo a questa paginetta, un vostro sentimento, arricchisce questo lavoro.
 

Le domande noiosone




"In verità non so mai cosa rispondere perché non so chi è che stai interrogando; voglio dire che l'aspetto più imbarazzante e schizofrenico dell'intervista è che chi la subisce deve accettare di essere un altro, uno cioè che sa, che ha idee generali, una visione del mondo e dice la sua sull'esistenza, la religione, la politica, l'amore, le bretelle. A molte domande non risponderò, ad altre mi sottrarrò con racconti più o meno inventati". 








Intervista sul Cinema,  Giovanni Grazzini, editore Laterza. Interrogato ha rifiutato un incontro. Strana la gente. Proteggete la conoscenza, condividete questo post, con chi amate, se usate l'archivio per lavoro citate il lavoro degli altri, e le fonti, grazie. i pulsanti sono in basso, per un messaggio personale, alla vostra destra invece, la mappa semantica e psicologica per orientarsi nel cammino. Siate gentili, e sarete grandi.