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Giulietta mi porta via


«Giulietta mi è parsa subito una misteriosa creatura che richiamava una mia nostalgia di innocenza... Vi è una parte di incantesimi, magie, visioni, trasparenze 
la cui chiave è Giulietta. Proprio così. 
Mi prende per mano e mi porta in zone 
dove da solo non sarei arrivato [...] Giulietta ha gli stupori, gli sgomenti, le improvvise esplosioni di allegria ma anche gli altrettanto improvvisi rattristamenti 
di un clown [...] mi è parsa subito una 
misteriosa creatura che richiamava una mia nostalgia di innocenza... Vi è una parte di incantesimi, magie, visioni, trasparenze 
la cui chiave è Giulietta. Proprio così.
 Mi prende per mano e mi porta in zone dove da solo non sarei arrivato»




Ghandi e la furia


«È un peperino piccolo  piccolo, mi piace tanto, mi fa tanto ridere. Il nostro  primo incontro – dichiarerà il  grande bugiardo marito – io non me lo ricordo, perché in realtà io sono nato il giorno  in cui ho  visto Giulietta per la prima volta». 

«Sembra un fachiro, somiglia a Gandhi.  È tutt’occhi, occhi profondi, inquieti, indagatori» dice invece Giulietta  quando si incontrano. 



«Federico è un animaletto misterioso,  bello come una libellula, ma bisogna lasciarlo libero. Ho sofferto di gelosia, tutti mi credono così tenera e dolce  ma so diventare una furia...  

Le sue donne io le chiamo le cortigiane alla corte di re Federico e lui ride.  
A lui le scuffie durano pochissimo: io so aspettare che passino ... {...}  Non aver avuto figli ci ha fatto diventare figlio e figlia uno dell’altro,  così ha voluto il destino».






Questo archivio ha zero pettegolezzi, soprattutto sulle amanti di Fellini e Giulietta, e potete trovare poco, di credibile, sulla coppia, detto pubblicamente. Questo archivio funziona come una mappa mentale. Sul fachiro: da notare che giovanissimo Fellini era magrissimo, altissimo, affamatissimo e forse anche un poco spiritato. Infondo a questa paginetta lo spazio per un commento, o i pulsanti per la condivisione pubblica. 




Si mangiava benissimo, ma non mi sono sposato per questo



"Scrivevo delle scenette per la radio, alcune raccontavano le avventure di alcuni sposini. Giulietta era attrice ed interpretava questa sposina. Ci siamo conosciuti. La cosa e' stata molto spontanea, ci siamo sposati molto dopo, come fosse un copione, una cosa scontata. Ella come me era senza genitori, viveva con una zia, molto borghese, confortevole, ricca, una casa che non avevo mai avuto, con un cameriere ed una cameriera, e dei ritmi tranquilli: prima di questo incontro vivevo come un vero artista, vivevo in albergo, non sapevo come pagare da mangiare, avevo anche il gusto e la consapevolezza di vivere cosi, mi pareva di stare nella biografia tipica dell'artista. Allora, dopo questi tre o quattro anni molto sgangherati, cambiando e girando con una piccola compagnia di riviste, con Aldo Fabrizi, l'atmosfera quiete di questa casa borghese dove si mangiava benissimo, certi orari, certe convenzioni, certi riti, mi diede come una calma, di consolazione, di conforto. Ora dopo 35 anni di matrimonio, cerco di fare pochi rendiconti, cosa significa quello, questo, questo concludere lo evito, perche' sento una colpa sempre di qualcosa, Giulietta pero' e' stata una compagna e di viaggio e di vita, giusta anche. E' anche stata una musa, l'ispiratrice di alcuni miei film".