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Guadagnarsi la pagnotta




"Napoli ha dato da sempre per la sua storia capace  di un sufficiente distacco, dai guai che ha passato.  

Questo e' il principio dell'arte scenica, dell'attore. 


Sapere di fare qualcosa di estremamente infantile,  uterino, estroverso, umorale, quindi con distacco.  Quindi il napoletano e' il piu' adatto a fare l'attore,  per questa possibilità' di guardarsi vivere.

Vado a Napoli in cerca di tipi. Come un enorme negozio. Io non racconto intrecci psicologici. Sono teatri di maschere, quelli che faccio.  

Mi serve un volto su cui immediatamente lo spettatore legge una storia".


Il resto della breve intervista TV,  con Gianni Mina' e' qui. Non lunga.


Federico Fellini (a sinistra) con Moraldo Rossi (a destra) sul set de Lo sceicco bianco, al centro l'attore Leopoldo Trieste. Troverete su Napoli e sugli attori, marionette, facce, doppiaggio, alcuni altri post, navigando nelle parolette, alla destra dello schermo della prima pagina. Funziona in questo modo, come fosse una mappa mentale: e se lascerete un messaggio farete sapere anche voi che siete passati da qui. E se quello che c'e' scritto vi riguarda in qualche modo, allora, non si sa mai cosa potrebbe accadere. 
Grazie della condivisione. 





Le poche amicizie, i molti amici


Fellini ha avuto molti amici, ma poche amicizie: i molti amici sono stati e sono la sua grande famiglia, composta di attori, attrici, di tecnici, di maestranze e stabili e di passaggio, testimoni e artefici delle sue avventure. 

Amicizie poche: amico persona da sempre, il pittore e scenografo Rinaldo Geleng, al quale Fellini era legato da stima e da un affetto mai appassiti, affetto e stima coi quali Geleng ha accompagnato e sostenuto Fellini nel duro calvario che lo avrebbe condotto alla morte. 


L'amico all'univoco Tornino Guerra, nel senso che Federico e Tonino vivevano un gemellaggio estetico, che ha punteggiato le piu' sorprendenti folgorazioni del regista. Amico ed ispiratore il poeta Andrea Zanzotto. 


Nell'amicizia Mario Longardi, depositario della privacy di Fellini e gestore discreto della sua comunicazione con l'esterno, e negli ultimi anni Pietro Notariani. 
Fuori schema Brunello Rondi, ideatore e sceneggiatore. 


Sempre in campo Leopoldo Trieste, attore all'unisono. Ancora negli ultimi anni Gianfranco Angelucci, autore di una tesi sul Satyricon.
Tra le donne, non l'unica ma certamente la piu' esemplificativa, Liliana Betti, autrice a sua volta di una singolare e per me interiore biografia di Fellini, insieme alle mai svanite presenze di Fiammetta Profili e di Norma.


Non parlo di Zavoli, perche' il suo rapporto con Fellini non e' dicibile. Primo ed ultimo il Teatro 5 di Cinecitta', amico dei sogni, e custode della sua creativita': su nicchia a parte, infine, Rome de Mario. Tra amici ed amicizie non annovero NIno Rota, perche' Nino e' l'altra costola di Fellini.





Brano tratto da "L'amicizia", pagina 147, La Dolce Vita, edizioni Sabinae, Roma, di Padre Arpa, pubblicato nel 2009, da un insieme di pensieri, appunti nel diario, ricordi, e altre cose private del rapporto tra Arpa e Fellini, ed altri. L'elenco sembra molto puntuale, e coi pochi. 

Il libro contiene per intero anche la vicenda dello scandalo, la bomba, la censura e la mediazione, per far uscire La Dolce Vita. Nella foto centrale la famiglia Fellini, con Riccardo e Federico, ormai 70enni.