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L'inconoscibile passato



L'idea di fare un film su la paganita', come Satyricondi studiare cosa poteva essere un uomo prima dell'avvento del cristianesimo, di disegnare la psicologia di un essere privo di prospettive sul significato della sua vita, e delle sue azioni, mi stimola 
molto. Petronio poi, anche a scuola, mi aveva affascinato  per la questione dei frammenti, che per forza di inducono  a riempire le parti mancanti [...] 


Brano tratto da Il Popolo, intervista del 1968. Le immagini da Satyricon. Infondo al post trovate un piccolo spazio bianco da riempire con un pensiero, un'emozione, se vorrete, e anche per condividere la conoscenza, e proteggere questo lavoro. Grazie. 




Non sai voler bene


"Claudia: Della storia che mi hai raccontato non ho capito quasi niente. Ma scusa, un tipo così, come tu l'hai descritto, che non vuol bene a nessuno, non fa mica tanta pena sai? In fondo è colpa sua. Che cosa pretende dagli altri?




Guido: Perché? credi che io non lo sappia? Come sei noiosina, anche tu.


Claudia: Ah ma non ti si può dire proprio niente! Quanto sei buffo con quel cappellaccio truccato da vecchio! Io non capisco, incontra una ragazza che lo può far rinascere, che gli ridà vita e lui la rifiuta?
 

Guido: Perché non ci crede più.


Claudia: Perché non sa voler bene.


Guido: Perché non è vero che una donna possa cambiare un uomo.


Claudia: Perché non sa voler bene.

Guido: E perché soprattutto non mi va di raccontare un'altra storia bugiarda.


Claudia: Perché non sa voler bene."




(dal Dialogo di Otto e Mezzo, tra Claudia e Guido, uno scambio celeberrimo, insieme vago, duro, profondo, un poco amletico. Se non fosse per il puro piacere di ricordarlo, non lo avrei postato. Ora, questo piccolo archivio digitale funziona come una mappa mentale, usando le libere associazioni, nella colonnina alla destra dello schermo. Per questo anche sapere che siete passati da qui, condividendo un post o lasciando nello spazio bianco infondo a questa paginetta, un vostro sentimento, arricchisce questo lavoro).

Recitare il diavolo o l'angelo





 "L'artista ha bisogno di atteggiarsi ad attore, di rappresentare un parte, sia di angelo  sia di diavolo, di genio e di reietto: come il rivoluzionario, del resto".




Tra le parole e le immagini non ci sono legami in questo archivio, se non forse fantasiosi, e per scelta, come accade tra le parole e le cose. Funziona come una mappa mentale, appoggiandovi alle suggestioni contenute nella colonna alla destra del vostro schermo, cercando voi stessi. Lasciate un messaggio per farci sapere che siete passati da qui anche voi. Il brano viene ricopiato da L'arpa di Fellini, di Angelo Arpa, Edizioni Oleandro, recentemente ripubblicato. Sul tema trovate altre schegge, altri lampi, cercando: padre arpa, artista, il lavoro del poeta, ad esempio