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Preso per incantamento


Io cerco di non mettere mai la parola fine. Fine di che?.Semmai inizio. E per quanto riguarda me, ebbene, e' vero. Io temo di incantarmi. Temo di irrigidirmi dentro un'immagine di me. Sempre uguale. Perché il pubblico la reclama. Questo auto-incantamento e' il piu' pericoloso per un autore [...]



Infondo al post trovate un piccolo spazio bianco da riempire con un pensiero, un'emozione, se vorrete, e anche gli artifici per condividere la conoscenza, ed  in qualche modo gentile proteggere questo lavoro. 






L'angoscia poetica



"Il talento è un grande tesoro, ma rimane sempre 
la paura che come è misteriosamente venuto, altrettanto misteriosamente ti possa essere portato via".







Tra le parole e le immagini non ci sono legami in questo archivio, se non fantasiosi, e per scelta, come accade tra le parole e le cose infondo. Funziona come una mappa mentale, appoggiandosi alle suggestioni contenute nella colonna alla destra del vostro schermo, e cercando voi stessi tra quelle parole che sono immagini. 
Lasciate un messaggio per farci sapere che siete passati da qui, sarete gentili.





 







Il film che non so fare





Se per cortesia, per stanchezza, per amicizia, o per vanità mi mettessi a chiacchierare sul Mastorna, dicessi che ancora una volta é un viaggio, immaginato, sognato, un viaggio nella memoria, nel rimosso, in un labirinto che ha un'infinità di uscite, ma solo un ingresso e quindi il vero problema non é uscire ma entrare, e spudoratamente continuassi a snocciolare definizioni e proverbi, non credo riuscirei a suggerire il senso del film, che io per primo non so cos'è.


E' il sospetto di un film, l'ombra di un film, forse anche un film che non so fare.






Giovanni Grazzini, Intervista sul cinema a Fellini, Laterza, raccoglie questa confessione falsa sulle ragioni del fallimento de Il film di Mastorna, per il quale il produttore gli fece causa, avendo speso una fortuna a costruire la citta' di Monaco, l'aereo, scene e costumi. 
Nelle foto due immagini di ROMA, invece, per mescolare le abitudini culturali. Questo piccolo archivio-omaggio funziona come una mappa mentale, navigatelo e condividete i post che leggete o lasciate un piccolo segno del vostro passaggio, se ne avete avuto un qualche giovamento.





La vanità ironica



«Perdevo i capelli e finii in un centro di tricologi tedeschi che riempivano i bulbi del cranio di creme. Un giorno levai lo sguardo e mi trovai a fianco Fellini, anche lui incremato come una torta. Mi resi conto con sollievo che anche i geni soffrono a diventare calvi. Federico parlava con malinconica angoscia dell’insostenibile rumore che fa un capello che cade».



Un ricordino di Roberto d"zgostino, animatore dei salotti romani, e fondatore di un sito di gossip molto popolare, ricordino che si trova per intero QUI, tratto dal Corriere della Sera, del 2014. Nella foto il suo alter-ego comico, non piu' il vago e bellone Mastroianni, ma l'allampanato e magrissimo Benigni. 

Questo archivio funziona come una mappa mentale, per associazioni libere, cercate da soli: le immagini solitamente non sono legate ai testi, mentre sempre i link esterni restano esterni, per rispetto della cultura digitale, che questo piccolo spazio testimonia; poi lasciate una traccia del vostro passaggio qui, se volete.