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L'inconoscibile passato



L'idea di fare un film su la paganita', come Satyricondi studiare cosa poteva essere un uomo prima dell'avvento del cristianesimo, di disegnare la psicologia di un essere privo di prospettive sul significato della sua vita, e delle sue azioni, mi stimola 
molto. Petronio poi, anche a scuola, mi aveva affascinato  per la questione dei frammenti, che per forza di inducono  a riempire le parti mancanti [...] 


Brano tratto da Il Popolo, intervista del 1968. Le immagini da Satyricon. Infondo al post trovate un piccolo spazio bianco da riempire con un pensiero, un'emozione, se vorrete, e anche per condividere la conoscenza, e proteggere questo lavoro. Grazie. 




Quel nebbioso mondo degli antichi


“Il Satyricon di Petronio è un testo misterioso prima di tutto perché è frammentario. Ma la sua frammentarietà è in un certo senso emblematica. Emblematica della generale frammentarietà del mondo antico quale appare a noi oggi. 
Questo è il vero fascino del testo e del mondo che è rappresentato nel testo. 
Mi trovavo di fronte per il film un paesaggio sconosciuto, avvolto in una fitta nebbia che a tratti si squarcia e lo lascia vedere; il mondo dell’antichità è per me un mondo perduto con il quale la mia ignoranza non mi consente che un rapporto di fantasia, immaginativo, nutrito da ipotesi e suggestioni sradicate da qualsiasi informazione o conoscenza di tipo storico”. 



Federico Fellini, Un regista a Cinecittà, Mondadori, Milano, 1988, p. 127. Ora, questo piccolo archivio digitale funziona come una mappa mentale, usando le libere associazioni, nella colonnina alla destra dello schermo (ad esempio: insuccesso, critica, esordio, sordi). Per questo anche sapere che siete passati da qui, condividendo un post o lasciando nello spazio bianco infondo a questa paginetta, un vostro sentimento, arricchisce questo lavoro.