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Si muove tra le cose come l'aria


Ritratti, note, appunti, di personaggi della cultura. Questo abbecedario e' tratto da FELLINI DEL GIORNO DOPO, di Kezich, pubblicato dall'associazione Fellini e dall'editore Guaraldi. 

Il libro e' fuori catalogo ma consultabile difficilmente qui. 






[...] Nel luglio alle otto e mezzo Fellini telefonò a Zapponi, che non conosceva, per dirgli che gli era piaciuto molto il suo libro di racconti Gobal. Sperava anche di convincere il gruppo produttivo franco-italiano che preparava un film di vari registi da Poe di accettare come suo contributo un adattamento del racconto zapponiano C'è una voce nella mia vita. Andò a finire che Bernardino e Federico sceneggiarono insieme Toby Dammit, al quale fecero seguito (dal 19967 al 1980) Block notes di un regista, Fellini Satyricon, I clowns, Roma, Casanova e La città delle donne [...]



[...]  Quando nel dopoguerra formò con F. una delle più fortunate coppie di sceneggiatori del cinema italiano, l'ex-magistrato piemontese Tullio Pinelli era già un noto commediografo. La sua collaborazione con il riminese si estende, con qualche interruzione, per quasi mezzo secolo e ha certo un'importanza fondamentale non sempre riconosciuta dalla critica rispetto ad apporti di altri collaboratori. Sarebbe auspicabile un confronto fra drammaturgica di Pinelli, oggi un po' dimenticata nella generale disattenzione del nostro teatro per il repertorio nazionale, e i film di F. per scoprirvi analogie e convergenze tematiche e di gusto. Da ricordare che negli anni in cui non lavorò con Federico, Pinelli mantenne il suo ruolo di "spalla" scrivente di Giulietta [...] . 



[...] Subìto controvoglia sulle pressioni di De Laurentiis come protagonista di Il viaggio di G. Mastorna, nonostante il fanciullesco entusiasmo mostrato dall'attore, Fellini lo deluse lasciando cadere il film. In qualche modo Ugo Tognazzi si vendicò partecipando con scarsi esiti al Satyricon concorrenziale di Polidoro [...] 


[...] Sergio Zavoli, ravennate di nascita e riminese di adozione, giornalista principe amico di F. da sempre: non tanto per i tre anni che li dividevano e che nell'età giovanile sono molti, ma subito dopo a Roma. Oratore ufficiale alle esequie di F. a Rimini ("con gli occhi non sbagliavi mai") dedicò al regista lo special televisivo In morte di Federico Fellini. 

Di Zavoli è la proposta, lanciata in occasione proposta, lanciata in occasione del primo incontro pubblico Federico Fellini (Rimini, 8 giugno 1996), di trasferire sul porto il monumento La grande prua di Arnaldo Pomodoro: un grande bronzo di quattro metri per quattro inaugurato nel cimitero, come omaggio a F. e a Giulietta, febbraio 1995 [...]. 

[...] Fellini ci teneva a ricordare di essere nato come scrittore di cinema facendo le sue esperienze come "negretto" nella cerchia di Zavattini. Del resto anche quando cominciò a collaborare ai giornali come umorista, alla pari di molti giovani della sua generazione, Federico rivela l'influenza di libri quali Parliamo tanto di me. Scarsi, seppure sempre improntati a cordialità, furono in seguito i rapporti fra i due, anche quando F. si trovò coinvolto in iniziative zavattiniane come Amore in città o Boccaccio '70. Nel suo Diario cinematografico (Mursia, 1991) Za ricorda una raccomandazione felliniana del o "Non devi aver paura della macchina da presa, non esiste". 


Commenta il diarista: "Infatti lui si muove tra le cose come l'aria" [...]


 

Nella fantascienza le cose cosi come sono


A VIEW OF A MURAL DEPICTING (L-R) ITALIAN FILM DIRECTOR FEDERICO FELLINI, IN MONTEVIDEO, URUGUAY, 05 APRIL 2017.  FILMMAKERS ARE REPRESENTED AS SAINTS IN THE NEW MURAL OF THE BUILDING OF THE URUGUAYAN CINEMATECA, INAUGURATED TO ANNOUNCE THE NEXT EDITION OF THE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL OF MONTEVIDEO THAT RUNS FROM 06 TO 15 APRIL.


Sono affascinato dall'antropoformizzare la vita, le piante, i fiumi, va detto, si che per me, per un figurativo, e' una grande tentazione. Un pensierino anche che mi ero messo in testa, ma viene secondariamente, mi pareva attuale, un film sui miti greci, proprio ora che l'uomo si sta cancellando, come in un collettivo indifferenziato, esiste per il partito, il gruppo, il collettivo, colla categoria, questa tremenda definizione, ecco mi pare che riproporre una fantasia ed un pensiero che mostri quanto invece l'uomo sia infinito, ricco, e da quanti mondi viene abitato, da divino e sub umano, la fantasia e l'istinto, ecco mi pare andrebbe ricercata, in questa stagione non eroica, con l'umano ora smarrito e cancellato. 

Un film come una fantascienza per far vedere che l'uomo e' anche una cosa gigantesca, mi piacerebbe.

Di tante definizioni che mi hanno dato, i film di provincia, della memoria, fantastici, narcisistici, ma invece come film della fantascienza, ecco si, sento che posso accettare con piacere, di riconoscermi;  per me esiste il tentativo di guardare la realta' come stupido, e che somiglia al mio occhio, che non ne sa nulla, e la dilata, e vede la realta' come una cosa che aleggia, e che sia indecifrabile, si  mi sembra sia questo il tipo di curiosita' naturale che sorge in me, e lo stato di tensione mio.  

E  poi ho fatto due veri film di fantascienza veramente, e li considero pienamente dei film che fanno dei viaggi: Satyricon che viaggia nel tempo, la romanita' perduta nel cosmo tempo. 

Parole stravaganti





«Amarcord e' una paroletta bizzarra, un carillon, una capriola fonetica un suono cabalistico, la marca di un aperitivo... Una parola che nella sua stravaganza potesse diventare la sintesi, il punto di riferimento, quasi il riverbero sonoro di un sentimento, di uno stato d’animo, di un atteggiamento, di un modo di sentire e di pensare duplice, controverso, contraddittorio, la convivenza di due opposti, la fusione di due estremi come distacco e nostalgia, giudizio e complessità, rifiuto e adesione, tenerezza e ironia, fastidio e strazio».  




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Senza sapere bene di che si tratta


Il cinema ha questo di salutare: anche se la voglia originaria si è dileguata, la realizzazione comporta una tale serie di problemi concreti che vai avanti a fare la cosa senza renderti conto di non ricordarla più. Il film lo giri senza sapere esattamente di che si tratta.” 




Federico Fellini, da un'intervista di Tullio Kezich, la Repubblica 1982; citato in Federico Fellini, E la nave va, trascrizione di Gianfranco Angelucci, Longanesi & C., Milano 1983. La foto viene da CASANOVA. Questo piccolo archivio-omaggio funziona come una mappa mentale, condividete i post che leggete o lasciate un piccolo segno del vostro passaggio. Sul tema della girare, del realizzare, del farsi tramite, mezzo, ci sono stupendi brani, e potete provare tra queste tag: artista, arte, medium, ispirazione, il lavoro del poeta.










Poco alla volta la visione si perde


La mia tendenza tranne in certi casi sarebbe quella di non andare a verificare ogni giorno quello che ho fatto il giorno prima: in questo senso. Uno deve tentare di realizzare il film che ha in testa, come lo ha visto. Se vai in proiezione ogni giorno vedi il film che stai facendo, non quello che immaginavi di fare. 
Cosi poco alla volta il punto di vista originario, la fedelta' alla visione o alla fantasia, al sentimento, al turbamento, alle intenzioni originali, poco alla volta si sfocano: perche' poco alla volta uno comincia a vedere che le cose non sono esattissimamente quelle che volevi fare, e questo porta una pericolosa correzione di fuoco, per cui la mia tendenza, che allarma i produttori, sarebbe quella di finire il film e poi di vedere tutto in proiezione. 

Accettando le cose per quello che sono. 

Io non credo di non aver mai rifatto una scena, ma non perche'  consideri tutto quello che faccio qualcosa di perfetto, ma perche' penso che un'opera e' vitale anche per i suoi difetti ed errori. Una creature umana ha carattere e personalita' proprio per un'insieme di inesattezze, di deformazioni, di fatti sgangherati  e cosi' penso debba essere anche un'opera, che e' la rappresentazione di una creatura umana, di una persona. 



8/5/77, Madrid. Intervista TV con J. Serrano. Il resto della difficoltosa intervista spagnola, la prima dopo venti anni, si trova qui. Molti momenti di tensione, e dura quasi due ore. Questo archivio funziona come una mappa mentale, tuffandosi nella colonna alla destra dello schermo, e andando liberamente tra le suggestioni, in questo caso troverete in altre tag altri brani, tipo: girato, pericolo, pericoli, sentimento, artista. Lasciate un vostro segno di passaggio, infondo alla paginetta, dove hanno predisposto uno spazio vuoto, o usate i pulsanti per condividere la conoscenza. Grazie

Il provvisorio permanente



Il cinema e' il mondo naturale di realizzarmi, sono io, e' la mia vita. 

Non che debba suonarvi presuntuoso, ma il cinematografo rappresenta per me la spontanea inclinazione, e' anche un alibi grande per me, cosi mi pare che mentre faccio i film che tutti quegli impegni e responsabilita' che si hanno verso la vita, gli altri, se' stessi, la societa', vengano temporaneamente arrestati, perche' io sto lavorando e cosi non posso occuparmi ne' delle tasse ne' di certe fedelta' ideologiche, e questo rende una provvisiorieta' cronica ormai, che mi rende sereno, quindi il cinema e' il mio modo di vivere e di risolvere la giornata e di dare un vago, impreciso senso, ma per me confortante, alla mia vita.

A me di andare al cinema non mi viene in mente, e' una specie di rituale, di abitudine, che ha quasi cessato di esistere quando io, personalmente, ho cominciato a fare il cinema: e' un disinteresse tutto sommato, ma che non vorrei che fosse vissuto come sdegnante, ma non mi sento proprio spinto ed incuriosito verso il lavoro di molti miei colleghi, e questo non e' necessario per valutare, stimare, o apprezzare un autore ed un collega, non sia necessario vedere tutti i film. 

Questa dichiarazione mi mette anche in imbarazzo, perche' potrei sembrare presuntuoso, ma se dicessi il contrario non sarei sincero. 



8/5/77, Madrid. Intervista TV con J. Serrano, piuttosto tesa, e molto lunga, in lingua. Il resto del video in bianco e nero lo trovate qui. Questo piccolo archivio-omaggio funziona come una mappa mentale, navigatelo e condividete i post che leggete o lasciate un piccolo segno del vostro passaggio, qui sotto.