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Fulminava calabroni, e vabbeh

«Ed eccoli al parco del Valentino, Rol e Fellini, in un pomeriggio sonnolento. Contrariamente al solito, Rol è malinconico, parla poco, insegue certi suoi sconosciuti pensieri. Si siedono in silenzio su una panchina. 


Più in là, seduta a un’altra panchina, una nurse dormicchia con dinanzi la carrozzella del bambino. Sopra la carrozzella si mette a girare un grosso 
calabrone.


 “Guarda là” dice Fellini “bisogna andare a cacciare via quella bestiaccia”. 
“No, non occorre” risponde Rol, e tende la mano destra in direzione dell’insetto. Uno schiocco di dita, e il calabrone cade a piombo, fulminato secco. 
“Ah, mi dispiace”, deplora l’uomo misterioso e affascinante. 
“Mi dispiace. Questo non dovevo fartelo vedere!”».




Il resto qui.




(da Buzzati, D., "Fellini per il nuovo film ha fatto incontri paurosi",  Corriere della Sera, 06/08/1965, p. 3. Sarebbe bello trovare queste registrazioni, che tanto sono incuriosita che troverete questo brano in altri punti dell'archivio, mi scuso per le ripetizioni). 
Proteggete la conoscenza. L'archivio che state usando funziona come una mappa mentale, partendo dai vostri interessi o anche a caso, dalla destra del vostro schermo, conoscete voi stessi. Le immagini solitamente non hanno legami coi testi, per scelta. 

La via dell'acqua

È acqua. Quando voglio qualcosa di assolutamente puro, qualcosa di sincero, chiedo sempre l'acqua. C'è tanto bisogno di cose semplici per vivere, di cose che non ne nascondono altre. L'acqua è come uno sguardo che non nasconde nulla. Non abbia paura della verità, la verità ci rende liberi. In fondo, che importa la reazione degli altri? Al mio paese un proverbio dice: “Io sono a me stesso tetto, finestra e focolare; le mie parole sono il mio cibo, i miei pensieri, la mia bevanda: dunque sono felice”.



Un brano tratto dal poco considerato“Giulietta degli spiriti”, un di film Federico Fellini audace da ogni punto di vista, sulla condizione della donna, la prigione del matrimonio ed il ruolo della fantasia e dei fantasmi. In basso c'e' uno spazio per lasciare un messaggio, e farci sapere di essere passati di qui, e per condividere questo post con altri. 



La forza nel sinistro





“Una settimana prima di iniziare il film, ho sognato che qualcuno mi cavava l’occhio destro con un cucchiaio. Non soffrii, ero sorpreso. Forse il sogno voleva dire che per questo film non mi serviva l’occhio destro, quello della realtà, ma solo il sinistro, quello della Fantasia.” 



Federico Fellini, 
Immagine da "GIULIETTA DEGLI SPIRITI" (1965), film sottovalutato, ma invece positivo e visionario, dove la fantasia, la fuga, salva la donna, dalla pazzia e dalla solitaria prigione esistenziale in cui viene relegata. 

Questo archivio funziona come una mappa mentale, cercate da soli. Lasciate alla fine della paginetta un segno del vostro passaggio. Grazie.

Giulietta ed i fantasmi


Ma soprattutto in Giulietta degli spiriti che è un film liberty floreale, dove tutti gli oggetti esprimono una certa visione nevrotica della realtà soggettivata, dove l'oggetto è tutto soggettivato, dove i paralumi diventano delle serpi o dei pappagalli e tutto l'arredamento liberty tende ad una antropo-formorfizzazione a sfondo sessuale: il ricordo di Rubino, di un mondo stregato, di una narrazione ridotta a calligrafia che si traduce in una serie di simboli e segni che corrispondono a una visione geroglifica inesorabile, dove tutto deve restare sospeso e immobilizzato, ha sicuramente pesato, attraverso la scenografia, il costume, la trasformazione antropomorfica delle cose, per rendere più evidente come le turbe nevrotiche della protagonista fossero talmente schiaccianti da bagnare di se stesse tutta la realtà che le circondava. 

Ecco quindi allora l'immobilità stilizzata da vetrata di chiesa, la visione di fantasmi fermati dal flash al magnesio.


QUI il trailer dell'epoca, e ce ne sono altri in questo archivio. 
Qui funziona come una mappa mentale, usando le libere associazioni che trovate nella colonnina alla destra del vostro schermo. Sapere che siete passati da qui, condividendo un post o lasciando nello spazio bianco infondo a questa paginetta, arricchisce il lavoro.