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Nulla e' piu' onesto di un sogno







Qui si dovrebbe parlare nuovamente della sua psicoanalisi, della cosiddetta preveggenza, del libro dei sogni, del daoismo del suo analista, del rapporto tra inconscio e arte, ma non ci sembra necessario, lo spazio in cui ne parla Fellini e' ampiamente sebbene per frammenti, qui riportato. Ci piace notare questo bisogno estremo di verita', onesta', ed autenticita', che sentiva come artista e persona, riuscendo ad avere piu' coraggio in un caso che in un altro forse. La foto viene tratta dal film Roma, per il quale ci sono altre tag da navigare a destra, e che come altri mette in scena il mondo onirico anche per raccontare il reale, in questo caso un reale immaginato, come la Roma Antica Siate gentili, lasciate un messaggio, condividete.  




L'apparizione di una giraffa colla voce disperata

 
Quella faccia improbabile, una testa di creta caduta in terra dal trespolo e rimessa insieme frettolosamente prima che lo scultore rientri e se ne accorga; quel corpo disossato, di caucciù, da robot, da marziano, da giraffa, da incubo gioioso, da creatura di un'altra dimensione, quella voce fonda, lontana, disperata: tutto ciò rappresentava qualcosa di così inatteso, inaudito, imprevedibile, diverso, da contagiare repentinamente, oltre che un ammutolito stupore, una smemorante ribellione, un sentimento di libertà totale contro gli schemi, le regole, i tabù, contro tutto ciò che è legittimo, codificato dalla logica, lecito.




Brano tratto dal libro Fare un Film (p. 128, Einaudi editore) dedicato a Toto', ammirato fin da bambino, e con cui come con Chaplin forse ebbe questo rapporto fascinato ma a distanza. Considerato che uno, Fellini, internazionalmente parlando e' il cinema italiano, e certo lo era il secolo scorso, e l'altro, un genio non esportabile, la cosa fa pensare.